Se dovessi indicare una specie che ha cambiato il mio allevamento più di qualsiasi altra, probabilmente sceglierei le Heteronotia binoei. Sono arrivate nel dicembre 2024 dopo mesi di ricerche quasi disperate e oggi, poco più di un anno dopo, mi ritrovo con numerose schiuse alle spalle, una decina di uova in incubazione e la sensazione che questa specie abbia ancora molto da insegnarmi.
Una delle cose che mi ha colpito fin dall'inizio è quanto poco serva per far stare bene questi animali.
Per gran parte del tempo le mie binoei hanno vissuto in un allestimento estremamente semplice. Niente terrari elaborati, setup complessi o soluzioni particolarmente costose. Solo sabbia, rifugi, qualche ramo e un riscaldamento dal basso.
Nel tempo ho aggiunto una tana umida Stone by Alien e ho continuato a perfezionare alcuni dettagli ma il principio è rimasto lo stesso e ncora oggi credo che questo sia uno dei grandi punti di forza della specie.
È un setup facilmente replicabile anche da chi è alle prime esperienze e non vuole affrontare subito allestimenti particolarmente impegnativi e soprattutto FUNZIONA.
Le binoei scavano, esplorano, cacciano e si riproducono con una naturalezza sorprendente e non ho mai visto scoppiare un litigio.
Quando arrivarono le prime deposizioni ero emozionatissima, anche perché quell'anno stava andando tutto tranne che secondo i piani. Mentre gli altri gechi sembravano aver deciso collettivamente di ignorare completamente la stagione riproduttiva le binoei avevano idee molto diverse.
Le prime uova comparvero durante l'estate e da quel momento iniziò una nuova avventura.
Come spesso accade, alcune delle lezioni più importanti arrivano dagli errori.
Per le prime baby schiuse utilizzai una scatola Braplast da tre litri a cui aggiunsi dei fori di aerazione extra. Sulla carta sembrava una buona idea ma nella pratica si rivelò un disastro. Le Heteronotia binoei non posseggono lamelle adesive quindi non sono in grado di scalare superfici lisce ma i baby, invece, sembrano possedere poteri soprannaturali perché riescono a trovare qualsiasi minuscolo appiglio disponibile.
Qualsiasi! Compreso il cavo della sonda del termometro.
Una delle piccole riuscì a fuggire e non venne mai più ritrovata. Una seconda sparì allo stesso modo.
Per fortuna, qualche giorno dopo, la trovai impigliata in una ragnatela; era senza coda, completamente avvolta nella seta e accartocciata su sé stessa. Per qualche minuto pensai che fosse spacciata.
Con moltissima pazienza ed enorme delicatezza (immaginate un baby geco agitato e spaventatissimo nato da una settimana e lungo poco più di un centimetro...) riuscii però a liberarla filo dopo filo e a trasferirla immediatamente in un box più sicuro.
Nei mesi successivi la coda ricrebbe completamente e la piccola si sviluppò come se nulla fosse accaduto, tanto che ha raggiunto senza problemi una nuova casa insieme a sei delle sue sorelle.
Ancora oggi è uno degli episodi che mi ricorda quanto possano essere incredibilmente resistenti questi animali.
Il secondo grande errore arrivò qualche tempo dopo. Incubai delle nuove uova utilizzando un metodo largamente usato per le specie deserticole che depongono uova a guscio duro:
scatolina ventilata
perlite umida
sottovaso con sabbia + uova
All'inizio sembrava funzionare tutto perfettamente ma poi comparve una strana muffa verde, una di quelle situazioni che fanno accelerare immediatamente il battito cardiaco di qualsiasi allevatore.
Mi resi conto che la ventilazione era insufficiente.
Smontai tutto.
Disinfettai ogni componente.
Cambiai completamente sabbia e contenitori.
Aumentai drasticamente l'aerazione.
Purtroppo alcune uova erano già state compromesse e provando a spostarle mi si ruppero letteralmente tra le dita ma la parte più inquietante arrivò dopo.
Le uova di Heteronotia binoei hanno un guscio molto duro e resistente, fatto apposta per resistere all'ambiente ostile dell'Australia, eppure quelle risultavano fragilissime e quando si aprirono scoprii il motivo.
All'interno erano completamente asciutte. La muffa era riuscita a infiltrarsi e aveva letteralmente consumato tutto il contenuto.
Ancora oggi è probabilmente una delle cose più strane che abbia mai visto durante un'incubazione.
Se c'è una cosa che questo primo anno mi ha insegnato è che le Heteronotia binoei sono molto più robuste di quanto le loro dimensioni farebbero pensare.
Hanno sopportato i miei errori, mi hanno insegnato nuove tecniche e mi hanno regalato schiuse quando meno me lo aspettavo ma soprattutto mi hanno ricordato continuamente perché mi sono innamorata dei microgechi.
Sono piccole, spesso passano inosservate ma riescono a riempire un allevamento di entusiasmo molto più di specie decisamente più grandi.
E credo che sia proprio questo il motivo per cui continuano a occupare un posto speciale nel mio cuore.