Piccole, prolifiche, estremamente facili da gestire e apprezzate praticamente da qualsiasi specie in grado di catturarle.
Nell'ultimo anno sono diventate una delle basi dell'alimentazione del mio allevamento e oggi faccio fatica a immaginare di gestire alcune specie senza di loro.
Prima di iniziare, però, ci tengo a fare una precisazione. Tutte le informazioni che mi hanno permesso di avviare le mie prime colonie arrivavano da un articolo pubblicato sul sito Scolopedia che purtroppo non è più disponibile online. Anche se nel tempo ho adattato diversi aspetti della gestione alle mie esigenze, una parte importante di ciò che so su questa specie nasce proprio da quel lavoro di divulgazione. Ringrazio inoltre il mio amico Giuseppe per avermi ceduto le sue preziose starter cosí che potessi cominciare a lavorare con questa fantastica specie!
Le dimensioni sono probabilmente il loro punto di forza principale, le neanidi appena nate sono minuscole e risultano perfette per baby microgechi, specie di piccola taglia e animali particolarmente selettivi.
A differenza delle drosophile, inoltre, sono prede più consistenti e nutrienti e per questo motivo rappresentano una delle mie alternative preferite quando voglio favorire una crescita rapida e regolare.
Le Paraplecta non richiedono strutture particolarmente elaborate.
Le mie colonie vivono normalmente in semplici fauna box o contenitori in plastica di circa 20x30cm che contengono 5cm di fibra di cocco mantenuta umida, foglie secche sparse e pezzi di sughero che fungono da nascondigli e da comodissimi strumenti per raccogliere tante blatte insieme quando si tratta di darle in pasto ai gechi.
L'aspetto più importante è garantire una buona ventilazione, una temperatura stabile, un'umidità adeguata e numerosi rifugi.
È estremamente importante effettuare un cambio di substrato del 50% ogni sei mesi, aggiungendone di fresco. Altrimenti le blatte si ritroverebbero a vivere nei loro stessi escrementi e non è sano per loro, figuriamoci per i rettili che andranno a cibarsene.
Le colonie risultano molto più produttive se mantenute al caldo, infatti personalmente cerco di mantenerle intorno ai 28-30°C.
D'inverno uso un tappetino riscaldante poggiato a uno dei lati del contenitore, d'estate la temperatura ambientale è sufficiente a garantire un buon riscaldamento.
A temperature inferiori continuano generalmente a vivere senza problemi ma la riproduzione tende a rallentare sensibilmente fino a bloccarsi del tutto in caso di eccessivo freddo.
Accettano senza problemi diversi alimenti secchi e vegetali e si dimostrano poco esigenti.
Nel mio allevamento utilizzo principalmente un pastoncino secco formulato appositamente per le colonie di insetti da pasto, preparato con diverse farine di cereali biologiche e integrato con spirulina, polline, calcio e vitamine.
Per approfondire questo argomento puoi leggere anche l'articolo dedicato al mio pastoncino per insetti da pasto.
Se escludiamo qualche vegetale una tantum, non fornisco acqua alle mie colonie di P. minutissima. Avendo loro bisogno di un terriccio costantemente umido, trovano acqua e condensa direttamente interrandosi.
È molto importante mantenere un buon livello di umidità senza inzuppare il terreno, per fare ciò è sufficiente nebulizzare il contenitore un paio di volte a settimana.
Una volta avviata correttamente, una colonia richiede pochissime attenzioni in quanto la manutenzione ordinaria consiste principalmente nel:
aggiungere periodicamente alimento secco in una ciotolina che resti asciutta
nebulizzare settimanalmente per mantenere un buon livello di umidità
rimuovere eventuali residui vegetali deteriorati
raccogliere gli esemplari destinati all'alimentazione
cambiare il 50% del terriccio due volte l'anno
È proprio questa combinazione di praticità, produttività e dimensioni ridotte che ha reso le Paraplecta uno degli insetti da pasto che utilizzo più frequentemente.
Assolutamente sì!
Non sono sempre facili da reperire e spesso vengono ignorate a favore di prede più diffuse ma credo che meritino molta più attenzione di quella che ricevono.
Per chi alleva microgechi rappresentano probabilmente una delle risorse più utili e versatili disponibili oggi considerando che si riproducono davvero velocemente, che non scalano il liscio, che non sono infestanti (quindi nessuna paura se per caso un contenitore dovesse rovesciarsi in casa) e che rimangono di una dimensione adatta ai microgechi praticamente per tutta la vita.
Se non le hai mai provate, potrebbero sorprenderti.