Per quanto le Lepidodactylus lugubris abbiano rappresentato il mio primo contatto con il mondo dei microgechi, la specie che mi ha fatta innamorare definitivamente di questo universo è un'altra.
Le Heteronotia binoei.
E la cosa buffa è che per molto tempo mi sono sembrate quasi irraggiungibili! Per mesi ho cercato allevatori, controllato annunci, chiesto informazioni in gruppi e fiere, perfino i miei amici si sono aggiunti alla ricerca perché mi vedevano disperata!
Niente, sembravano semplicemente non esistere. Ogni volta che trovavo qualcuno che le allevava, non erano disponibili e se trovavo un annuncio era già troppo tardi. Più passava il tempo e più iniziavo a pensare che forse avrei dovuto rinunciare all'idea.
Poi, a novembre del 2024, è successo qualcosa che ancora oggi considero una piccola fortuna. Una cara amica mi mandò un annuncio.
Tre femmine adulte e due subadulte, Heteronotia binoei. Ricordo ancora la sensazione, quella specie che avevo cercato ovunque era improvvisamente lì.
Reale.
Disponibile.
Poche settimane dopo partirono dalla Germania e arrivarono da me a dicembre e, senza esagerare, la mia vita allevatoriale non è più stata la stessa. Fin dai primi giorni capii che avevano qualcosa di speciale, erano minuscole ma instancabili, sempre in movimento, sempre impegnate a esplorare, scavare o cacciare, ogni sera finivo per passare più tempo del previsto a osservarle e di notte le sentivo emettere dei delicati gracidii per comunicare le une con le altre.
Poi arrivò l'estate e con lei le prime uova. Ricordo ancora l'emozione, anche perché quell'anno stava andando tutto storto. Nessuno dei miei ciliatus sembrava avere intenzione di riprodursi, le deposizioni che mi aspettavo non arrivavano, dopo tantissimo impegno nel cercare i riproduttori giusti ero praticamente rimasta a mani vuote!
Le binoei, invece, decisero di ignorare completamente i miei piani e fare di testa loro. Deposero, eccome se deposero. 25 uova nell'arco di cinque mesi, uova che si svilupparono e da cui nacquero le mie primissime baby Heteronotia binoei. Ancora oggi faccio fatica a descrivere quanto fosse bello vedere quei minuscoli gechi correre ovunque perfettamente sani e incredibilmente semplici da gestire.
Era la conferma che tutto stava funzionando, che quella strada aveva senso, che quella specie aveva davvero qualcosa di speciale.
Ma c'è un altro motivo per cui le binoei occupano un posto così importante nella mia storia. Sono state le prime a farmi capire che non ero l'unica a vedere qualcosa di affascinante nei microgechi.
Quando ho iniziato a condividere il progetto, sempre più persone hanno iniziato a interessarsi. Mi facevano domande, volevano saperne di più, seguivano le schiuse e si incuriosivano davanti a specie che fino a pochi mesi prima sembravano interessare soltanto a me.
È stato in quel momento che ho capito una cosa molto semplice. Non mi ero innamorata soltanto di una specie. Mi ero innamorata di un'intera filosofia di allevamento.
Le Heteronotia binoei sono state semplicemente la scintilla che ha acceso definitivamente quel fuoco.
E ancora oggi, ogni volta che apro uno dei loro box, mi ricordano esattamente perché ho scelto questa strada.