Se qualcuno mi avesse detto nel 2021 che un giorno avrei dedicato gran parte del mio allevamento ai microgechi, probabilmente gli avrei riso in faccia perché all'epoca i rettili non facevano ancora parte della mia vita.
Le mie giornate ruotavano principalmente attorno alle piante tropicali e alle chiocciole giganti africane, una passione che mi aveva insegnato moltissimo e che occupava gran parte del mio tempo. Poi, come spesso accade con le cose che finiscono per cambiarci la vita, è successo tutto per caso.
Ricordo ancora il momento preciso! Un'amica mi scrisse qualcosa di questo genere:
"Devo comprare altre lugubris, ho una femmina rimasta da sola e mi fa pena."
Fine. Una frase normalissima, eppure nella mia testa si accese immediatamente una lampadina.
Lugubris?
Che cosa erano?
Iniziai a informarmi, poi continuai e continuai ancora. Scoprii che erano piccoli gechi tropicali, che vivevano in gruppo e che, cosa per me assolutamente incredibile all'epoca, erano in grado di riprodursi per partenogenesi. Più leggevo e più ne rimanevo affascinata!
Alla fine decisi di costruire il mio primo terrario bioattivo per gechi e portai a casa tre Lepidodactylus lugubris. Poco dopo ne arrivarono altre due e a quel punto successe qualcosa che non mi aspettavo. Me ne innamorai!
Non delle lugubris in quanto tali ma del concetto. Di quel piccolo mondo che sembrava esistere appena sotto il radar della maggior parte degli appassionati.
Quando vidi schiudersi le prime uova capii che qualcosa era cambiato... non riuscivo più a guardare i gechi come una semplice curiosità. Volevo imparare, capire, allevarli.
Poco alla volta smisi di riprodurre le chiocciole africane e iniziai a dedicare sempre più tempo ai rettili e la cosa curiosa è che questo non mi portò immediatamente verso altri microgechi, anzi. Passai prima attraverso gli auriculatus, poi i ciliatus, poi gli AFT, poi i leopardini e soltanto molto tempo dopo arrivai alle specie che oggi considero davvero il cuore del mio progetto.
Guardandomi indietro, però, penso che quel percorso fosse necessario perché ogni specie e ogni errore mi ha insegnato qualcosa, ogni esperienza mi ha preparata per il passo successivo.
Forse non avrei potuto apprezzare davvero i microgechi se non fossi passata prima da tutto il resto.
E forse non sarei arrivata a pensare: "Ok. Sono pronta a gestire letteralmente qualsiasi cosa."
Ma tutto è iniziato lì, con una frase casuale e con cinque piccole lugubris che non avevano idea di quanto mi avrebbero cambiato la vita.